martedì 11 aprile 2023
mercoledì 15 marzo 2023
Frasi per l'analisi
1)Claudia ha mangiato un gelato alla fragola.
2)Il vento scuote i rami degli alberi.
3)Alessandro è uscito di casa con il papà.
4)Marta ha invitato Ludovico alla sua festa di compleanno.
5)La cassiera del supermercato finirà il suo turno alle diciannove.
7)Il gatto di Chiara gioca in cucina.
8)Ieri Claudio è andato allo stadio con Matteo.
9)Mio fratello scrive un testo con la biro blu.
10)Il vestito di Sara era stato cucito a mano dalla sarta.
11)Le mucche pascolavano tranquillamente nel prato.
12)Il film è stato trasmesso ieri sera sul secondo canale.
Il ratto delle sabine
Romolo, divenuto unico re di Roma, decise per prima cosa di fortificare la nuova città, offrendo sacrifici agli dei secondo il rito degli Albani e in onore di Ercole secondo quello dei Greci, così com'erano stati istituiti da Evandro. Con il tempo Roma andò ingrandendosi, tanto da apparire secondo Livio "così potente da poter rivaleggiare militarmente con qualunque popolo dei dintorni". Erano le donne che scarseggiavano. Questa grandezza era destinata a durare una sola generazione se i Romani non avessero trovato sufficienti mogli con cui procreare nuovi figli per la città.
Romolo, nel terzo anno del proprio regno decise di allestire dei giochi solenni, chiamati Consualia, dedicati al dio Conso. Quindi ordinò ai suoi di invitare allo spettacolo i popoli vicini: dai Ceninensi, agli Antemnati, Crustumini e Sabini, questi ultimi stanziati sul vicino colle Quirinale. L'obiettivo era quello di compiere un gigantesco rapimento delle loro donne proprio nel mezzo dello spettacolo. Arrivò moltissima gente, con figli e consorti, anche per il desiderio di vedere la nuova città.
Il rapimento
Romolo prese posto tra la folla e al segnale convenuto, i suoi uomini estrassero le spade e catturarono le figlie dei Ceninensi, Crustumini, Antemnati e dei Sabini, lasciando fuggire i loro padri, che abbandonarono la città promettendo vendetta. Alcuni raccontano che furono rapite solo trenta fanciulle, mentre Plutarco stima non fossero meno di 800. A favore di Romolo depose il fatto che non venne rapita nessuna donna maritata, se si esclude la sola Ersilia, di cui ignoravano la condizione. Il ratto fu spiegato da Plutarco non tanto come un gesto di superbia, ma piuttosto come atto di necessità, al fine di mescolare i due popoli. Il ratto avvenne il 21 agosto
Romolo offrì alle fanciulle libera scelta e promise loro pieni diritti civili e di proprietà. Egli stesso trovò moglie tra queste fanciulle, il cui nome era Ersilia.
I popoli che avevano subito l'affronto chiesero la liberazione delle fanciulle, ma il nuovo re di Roma, non solo si rifiutò di rilasciarle, al contrario chiese loro di accettare i legami di parentela con i Romani. Questo significava solo una cosa: la guerra. I popoli, che avevano subito l'affronto, furono sconfitti e portate a termine le operazioni militari, il nuovo re di Roma dispose che venissero inviati nei nuovi territori conquistati alcuni coloni.
L'ultimo attacco portato a Roma fu quello dei Sabini, come ci raccontano Livio e Dionigi di Alicarnasso, che prima presero il Campidoglio, con il tradimento di Tarpeia, poi impegnarono i romani in un durissimo scontro nella battaglia del lago Curzio. Fu in questo momento che le donne sabine, che erano state rapite in precedenza dai Romani, si lanciarono sotto una pioggia di "proiettili" tra le opposte fazioni per dividere i contendenti e placarne la collera. Con questo gesto entrambi gli schieramenti si fermarono e decisero di collaborare, stipulando un trattato di pace.
mercoledì 8 marzo 2023
STORIA: I ROMANI
giovedì 23 febbraio 2023
Prove invalsi per tutti
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Prove invalsi online
mercoledì 15 febbraio 2023
venerdì 10 febbraio 2023
domenica 5 febbraio 2023
giovedì 2 febbraio 2023
domenica 29 gennaio 2023
domenica 22 gennaio 2023
Tortona e la storia
Tortona nel tempo è molto cambiata. Riconosci questo edificio? Com'è cambiato nel tempo ? Quali sono le cose che più ti colpiscono?
venerdì 23 dicembre 2022
martedì 13 dicembre 2022
domenica 4 dicembre 2022
Il libro più bello del mondo
Era la sera dell’open day.
Alec si trascinava da un’aula all’altra, si sedeva, si alzava, rispondeva se gli rivolgevano la parola, sorrideva qua e là. Ma non sentiva quasi niente, non si rendeva conto di niente se non di quanto era arida la sua bocca e di quante volte doveva deglutire. E più si avvicinavano le otto, peggio si sentiva.
La preside fece un annuncio all’altoparlante: «Vi invitiamo a recarvi in palestra per una breve presentazione del Programma di Attività Pomeridiane». Alec notò con piacere che molti genitori e molti ragazzi andavano verso l’uscita. Ciò nonostante, il corridoio che portava in palestra era affollatissimo.
Alle otto e un quarto la Preside fece un breve discorso di benvenuto. Poi disse: «E ora ogni gruppo dirà qualcosa su come passa il pomeriggio».Alec si avvicinò al tavolo del suo gruppo, il “Club dei perdenti”, che sarebbe stato l’ultimo a fare la presentazione; si asciugò le mani sui pantaloni, ma quelle continuavano a sudare.
I ragazzi del gruppo degli scacchi parlarono a turno delle mosse che avevano imparato, una delle ragazze del Club dell’origami raccontò un po’ di storia dell’origami. Alec deglutì più volte. Da un momento all’altro sarebbe arrivato il suo turno.
Un ragazzo e una ragazza del Club di robotica illustrarono i diversi tipi di circuiti elettronici che avevano usato. I ragazzi del Lego mostrarono un castello che avevano progettato e costruito. Il Club di cinese aveva organizzato una piccola recita. Tutti ricevettero applausi.
Alec si ritrovò a sperare in un terremoto, o in un allarme antincendio, qualunque cosa pur di non alzarsi e parlare davanti a tutta quella gente. Ma non poté fare altro. A un suo cenno, fu tirato fuori un carrello da uno dei ripostigli e fu portato accanto al tavolo. La palestra rimase in silenzio mentre Alec prendeva dal carrello diciotto scatole di plastica, ciascuna con il suo coperchio. Su ciascuna scatola era scritto il nome di uno dei membri del suo club e Alec le dispose davanti ai legittimi proprietari: nessuno dei membri del club sapeva che cosa stava per fare. Alec cercò di sorridere, ma era talmente nervoso che gli venne fuori un ghigno da scimpanzé.
Si mise davanti al tavolo e si rivolse alla folla. «Mi chiamo Alec Spencer e... il nostro gruppo ha diciotto membri e si chiama Club dei perdenti». Quando lo disse, una risatina imbarazzata echeggiò tra la folla. «Voglio dire qualcosa a proposito del nome del club, ma prima invito ogni membro ad aprire la scatola che ha davanti, a prendere il primo foglio in cima alla pila e a correre in quella direzione, così!».
Alec tolse il coperchio alla sua scatola. Dentro sembrava che ci fosse una risma di carta, ma in realtà ogni foglio era attaccato al successivo per il margine, con il nastro adesivo, come una lunga fisarmonica. E quando Alec prese il primo foglio e partì di corsa verso l’angolo opposto della palestra, la striscia di carta lo seguì dispiegandosi come la coda di un drago cinese. Era questa la grande idea che gli era venuta il lunedì precedente. Voleva mostrare a tutti cosa facevano i cosiddetti perdenti durante il pomeriggio.
Aveva chiesto ai membri del club di spedirgli per e-mail un elenco di tu i libri che avevano letto e aveva poi stampato tutte le copertine. La fisarmonica di copertine di Alec era talmente lunga che dovette girare a destra e continuare a tirare i fogli dalla scatola.
Gli altri ragazzi del club scoppiarono a ridere e lo imitarono, tirando fuori i loro fiumi di copertine e attraversando la palestra di corsa. Diciotto lunghissime strisce di carta che parlavano dall’angolo della palestra: sembrava l’immagine satellitare dell’enorme delta di un fiume. Quando tu i ragazzi si fermarono, gli altri alunni e i genitori si avvicinarono per 55 vedere di cosa si trattava. Tutti si misero a parlare, indicando qua e là titoli che ricordavano di aver letto, libri che avevano amato.
Alec parlò con voce forte e chiara, una voce che non aveva mai avuto prima. «Potrei riavere la vostra attenzione per un minuto?» Tutti tacquero e lui continuò: «Quelli che state vedendo sono tu i libri che ognuno di noi ha 60 letto finora nel corso della sua vita. È questo che facciamo nel Club dei perdenti: leggiamo.
Nella biblioteca della scuola c’è un vecchio poster che dice “Perdetevi in un libro”. È quello che facciamo noi. Ci perdiamo nei libri per ore e ore... Libri su 65 persone e posti diversi. Quando torniamo, portiamo con noi un sacco di roba interessante perché i libri fanno proprio questo: ci fanno perdere un po’ di ignoranza e un po’ di paura. E perdere la paura significa anche perdere un po’ di 70 rabbia... Perciò eccoci. Siamo il Club dei perdenti». Gli applausi furono così fragorosi che Alec si sentì in imbarazzo.
Come faceva sempre, una parte della sua mente, cercò di trovare una scena di un libro che descrivesse quel momento pieno di gioia, di intensità, di vita. Ma gli venne in mente un solo pensiero: questo è meglio del più bel libro che abbia mai letto! E aveva ragione.
(Tratto e adattato da: Clements A., Il club dei perdenti, ne Il libro più bello del mondo, Rizzoli, 2018)
martedì 15 novembre 2022
Il Partenone di Atene



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domenica 6 novembre 2022
Esercizi di punteggiatura
Inserisci il segno di punteggiatura adatto in ogni frase; scegli tra: virgola, due punti o punto e virgola.
Il dottor Giorgio è un ottimo veterinario ha curato il mio cagnolino alla perfezione.
La volpe l'orso e il cervo sono mammiferi il picchio il gufo e il fagiano sono ovipari.
Ora prepariamo le valigie e carichiamole poi con calma partiremo per la montagna.
Procedete così sbattete le uova versate il composto scaldate un po' d'olio in una padella e cuocete a fuoco lento.
Inserisci il segno di punteggiatura adatto in ogni frase; scegli tra: punto, punto interrogativo o punto esclamativo.
E questa è la fine della storia
Che cosa trasmettono stasera in TV
Che sciocchezza hai detto
Chi è
Elisa, torna subito indietro
Preferisci la montagna o il mare
A che ora torni da scuola
Ci vediamo domani
In ogni frase, trasforma il discorso indiretto in quello diretto.
Leonardo ha detto che da piccolo non gli piacevano gli spinaci.
La mamma mi raccomanda sempre di usare la pista ciclabile.
Beatrice domanda se domani andremo a pranzo da lei.
Riscrivi usando la lettera maiuscola dove serve.
tra dieci minuti inizierà la lezione: dobbiamo sbrigarci.
la capitale della francia è parigi.
lo scrittore collodi, autore di pinocchio, viveva a firenze.

















